Il pensiero dei maestri

In questa pagina compaiono scritti e argomenti che sono oggetto di riflessione e studio per il gruppo di pratica


“Il Buddha ha affermato che tutti noi siamo buddha, eppure noi non ci crediamo. Non vediamo il Buddha nella vita di ogni giorno. E’ come se il Buddha fosse nascosto da qualche parte. Ecco perché affrontiamo la pratica come se dovessimo scavare in profondità nella nostra vita e portare alla luce il Buddha. Questo è un modo di agire dualistico. Se continuiamo a praticare in questo modo, sarà molto difficile trovare la pace. Se pratichiamo lo Za Zen come una medicina, credendo di essere malati, sarà arduo comprendere il vero significato della pratica. Mettiamo sempre le cose a confronto e ci chiediamo alla fine cos’è bene e cos’è male. Ma così non c’è pace. Non c’è sicurezza, rassicurazione o rilassamento. Per questo troviamo difficile essere in pace ed in armonia giorno per giorno.

Se contempliamo l’affermazione del Buddha: ”Io, la grande Terra e tutti gli esseri raggiungiamo simultaneamente l’illuminazione”, essa diverrà la forma e il contenuto dello Za Zen. Sudhana non ha potuto trovare niente che non fosse medicina, in quanto ogni cosa va oltre la propria stessa definizione. Al di là delle nostre simpatie o antipatie, ogni forma è la completa attualizzazione della Realtà. Nella realtà tutte le cose funzionano assieme, allo stesso tempo. Non c’è differenza; tutte partecipano liberamente al Tutto. E’ per questo che bisogna prendersi cura con benevolenza, considerazione e cuore caritatevole di erbe, tavoli, uccelli, abiti, di tutte le cose, anche di un solo pezzettino di carta igienica.”

— Dainin Katagiri Roshi, “Devi dire qualcosa”, Ubaldini, pag. 84/85